Atlantia, insieme a Blackstone, rifiuta l’offerta del governo italiano di acquistare le sue autostrade

Ritiene che l’offerta economica sia “non adeguata”

MADRID, 21 ottobre (EUROPA-PRESSE) –

Atlantia ha rifiutato la prima offerta del governo italiano di unire le forze con i fondi comuni di Blackstone e Macquarie per acquisire l’88% del capitale di Autoestrade per l’Italia (ASPI), la controllata che gestisce le autostrade italiane.

La società concessionaria, controllata dalla famiglia Benetton, ha rilasciato questo mercoledì un comunicato attestando che la prima offerta ricevuta non garantisce ancora una corretta valutazione di mercato dell’intera attività a pedaggio.

“Sebbene il Consiglio di amministrazione accolga con favore l’offerta, è del parere che le condizioni economiche in questa fase non siano quelle previste o sufficienti per garantire una valutazione equa di mercato della sua partecipazione in ASPI”, ha affermato Atlania.

Nonostante sia già terminato il periodo di esclusiva che il governo ha per il tramite dell’ente pubblico Cassa depositi e prestiti (CDP), il Consiglio di Amministrazione assicura che continuerà a negoziare con gli acquirenti fino al 27 ottobre – 27 ottobre Considera una nuova offerta economica.

Questa vendita di Atlantia fa parte di un accordo raggiunto con il governo del paese in estate che prevede che tutti i beni saranno trasferiti al controllo statale a seguito del crollo di un ponte autostradale a Genova nell’estate 2018.

HA DUE OPZIONI

La cessione dell’88% è una delle opzioni che la società sta valutando, che ha già ricevuto un’offerta da CDP e alla quale si sono aggiunti i fondi internazionali Blackstone e Macquarie. Gli acquirenti sarebbero quindi obbligati ad acquisire il restante 12% da azionisti di minoranza.

Atlantia, invece, che controlla congiuntamente la società spagnola Abertis con ACS, ha creato l’8 settembre una nuova società denominata “Autostrade Concessioni e Costruzioni” per dare esecuzione alla seconda delle due opzioni proposte per la cessione di ASPI.

Se si scegliesse questa opzione, tutte le attività sarebbero trasferite a questa società, che diventerebbe pubblica. Atlantia deterrà inizialmente il 62% del capitale e i suoi azionisti il ​​restante 38%. Successivamente avrebbero negoziato i titoli per concludere l’affare a metà del 2021.

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