Atlantia rifiuta nuovamente l’offerta del governo italiano, Blackstone e Macquarie per motivi economici

Prolunga nuovamente il periodo di negoziazione fino al 30 novembre

MADRID, 29 ottobre (EUROPE PRESS) –

Atlantia ha nuovamente respinto la nuova offerta del Governo italiano, insieme ai fondi di investimento Blackstone e Macquarie, di acquisire l’88% del capitale di Autoestrade per l’Italia (ASPI), la controllata con la quale mantiene le autostrade italiane.

La società concessionaria, controllata dalla famiglia Benetton, ha rilasciato un comunicato in cui esprime la propria opposizione ai termini dell’offerta proposta, sostenendo che questi “non riflettono l’effettivo valore di mercato”.

“Mentre il Consiglio di Amministrazione di Atlantia accoglie con favore una serie di miglioramenti alla nuova offerta, è del parere che i termini dell’offerta non riflettano adeguatamente un valore equo di mercato. L’offerta inoltre manca degli elementi necessari per consentire agli offerenti un periodo di esclusività” spiega l’azienda.

Alludendo a uno “spirito positivo” per raggiungere un accordo, il Consiglio ha deciso di proseguire i negoziati con il governo ei suoi partner, sebbene la nuova scadenza fosse fissata al 30 novembre.

Questa vendita di Atlantia fa parte di un accordo raggiunto con il governo del Paese in estate secondo cui tutti i beni saranno trasferiti al controllo statale a seguito del crollo di un ponte autostradale a Genova nell’estate 2018.

Allo stesso modo, il Consiglio di Amministrazione ha deciso di rimuovere il punto relativo all’approvazione della presente vendita dall’ordine del giorno dell’Assemblea generale annuale, che si terrà questo venerdì, al fine di convocare un’altra riunione entro e non oltre il 15 gennaio, dando agli azionisti più tempo per approvare la transazione.

HA DUE OPZIONI

La cessione dell’88% è una delle opzioni che la società sta valutando, che ha già ricevuto un’offerta da CDP e alla quale si sono aggiunti i fondi internazionali Blackstone e Macquarie. Gli acquirenti sarebbero quindi obbligati ad acquisire il restante 12% da azionisti di minoranza.

Atlantia, invece, che controlla congiuntamente la società spagnola Abertis con ACS, ha creato l’8 settembre una nuova società denominata “Autostrade Concessioni e Costruzioni” per dare esecuzione alla seconda delle due opzioni proposte per la cessione di ASPI.

Se si scegliesse questa opzione, tutte le attività sarebbero trasferite a questa società, che diventerebbe pubblica. Atlantia deterrà inizialmente il 62% del capitale ei suoi azionisti terranno il restante 38%. Avrebbero quindi aperto i titoli per la negoziazione per chiudere l’affare a metà del 2021.

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