Con Draghi l’Italia può guardare indietro al quarto governo tecnocratico della sua storia

MADRID, 3 febbraio (EUROPA-PRESSE) –

La nomina di un governo tecnocratico per superare l’attuale crisi politica in Italia è da mesi nei bacini di politici e media, sia per la straordinarietà dello scenario attuale, sia perché è un’opzione non nuova nel Paese transalpino chi ha già tre precedenti esperienze.

La prima volta che fece ricorso a questa via fu nel 1993 dall’ex Governatore della Banca d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi. Il rovesciamento del governo di Giuliano Amato, Partito socialista italiano, e la mancanza di una maggioranza alternativa ha portato Ciampi a prendere le redini del Paese per meno di un anno tra l’aprile 1993 e il gennaio 1994.

Il gabinetto, che mescolava ministri di profilo politico con altri più tecnici – principalmente economici – si è dimesso dopo l’approvazione della legge elettorale, e Ciampi è tornato in prima linea come Presidente della Repubblica anni dopo, nel 1999 e nel 2006.

Il primo governo tecnocratico della storia italiana ha dato il via alla definitiva ascesa di Silvio Berlusconi, che è diventato presidente del Consiglio per la prima volta, nonostante durasse solo otto mesi. Nel gennaio 1995, Lamberto Dini, un economista di formazione, è stato chiamato a guidare una squadra che, secondo il quotidiano Il Sole 24 Ore, era composta interamente da tecnici.

L’instabilità ha continuato a plasmare la politica italiana nel decennio successivo con il viavai di primi ministri e partiti, ma è stato solo nel 2011 che il paese ha avuto di nuovo un tecnocrate a capo del governo. Mario Monti, anche lui economista, ha ripreso l’incarico dopo le dimissioni di Berlusconi.

Il compito principale di Monti era calmare le acque nel mezzo della crisi finanziaria e circondarsi di esperti. Il suo mandato è andato dal novembre 2011 all’aprile 2013, lasciando il posto alla richiesta di elezioni generali che porterebbero a numerosi governi del Partito Democratico (PD) con tre diversi primi ministri.

IL MOMENTO DI DRAGHI

L’attuale presidente italiano Sergio Mattarella ritiene che ora sia il momento di un “governo di alto profilo” dopo aver verificato che il primo ministro in carica Giuseppe Conte stia trovando molto difficile fare affidamento sulla maggioranza per garantire che lo farà sarebbe il suo terzo governo.

Mattarella martedì ha convocato Draghi e gli ha affidato il compito di formare un governo, una sfida che l’ex capo della Bce ha accolto “con riserva” in attesa di testare le posizioni dei vari partiti. Draghi spera in “una risposta adeguata alla situazione” visto che il Paese sta attraversando “un momento difficile”.

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