Il leader del Pd si dimette tra crescenti divisioni interne

MADRID, 4 marzo (EUROPA PRESS) –

Il segretario generale del Partito Democratico (PD) italiano, Nicola Zingaretti, ha annunciato giovedì le sue dimissioni, vista la “vergogna” provocata dalla crisi aperta all’interno della formazione dopo il rovesciamento del governo di Giuseppe Conte e l’arrivo di Mario Draghi come è diventato primo ministro.

Zingaretti si sente il “bersaglio” di una campagna diffamatoria e ritiene che sia meglio farsi da parte “per chiarire la situazione”. “Da 20 giorni si parla solo di seggi e primarie”, si lamenta in un messaggio su Facebook, sottolineando che l’Italia ora ha seri problemi.

Il leader del PD, che ha sostenuto il gabinetto di Draghi, ha cercato di riconsiderare la strategia di formazione a breve termine, ma “non è bastato”. Ha criticato la “ripresa degli attacchi” e ha sottolineato che il partito non poteva “ristagnare per mesi” a causa di un movimento di guerriglia quotidiano.

“Questo ucciderebbe il Partito Democratico”, ha avvertito Zingaretti, che sta terminando un mandato di due anni e lasciandosi alle spalle una formazione che deve ancora essere ridefinita dopo l’ultima crisi politica e che ha diversi membri nel governo di Draghi.

Il partito è anche rappresentato in modo prominente nelle urne, in lizza con la Lega di Matteo Salvini per il primo posto alle elezioni anticipate.

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