Il TUE ritiene discriminatorio limitare l’invito a presentare posti nelle istituzioni dell’UE a inglese, francese e tedesco

Accetta la Spagna e l’Italia e annulla una chiamata della Commissione europea e del personale dell’OLAF

BRUXELLES, 9 settembre (EUROPA PRESS) –

La Corte di giustizia dell’Unione europea questo mercoledì ha nuovamente posto le basi per Spagna e Italia in un ricorso contro il bando di concorso alle istituzioni europee che limita le tre lingue di lavoro nell’UE – inglese, francese e tedesco – le lingue in cui il processo di candidatura può essere completato, poiché si tratta di procedure discriminatorie che escludono le altre lingue ufficiali dell’UE, tra cui spagnolo e italiano.

La giustizia europea sta quindi annullando un bando per la selezione del personale per la Commissione europea e l’Agenzia europea per la lotta antifrode (OLAF), lanciato a maggio 2016 e successivamente contestato da Spagna e Italia, che in passato hanno annullato altri due bandi ce l’hanno fatta.

Per poter accedere all’offerta pubblicata nel 2016, i candidati dovevano avere la conoscenza di due lingue. Da un lato, conoscenza approfondita di una delle 24 lingue ufficiali dell’UE e, dall’altro, conoscenza sufficiente (livello B2) di tedesco, inglese o francese (seconda lingua); la seconda lingua deve essere diversa dalla prima e anche da quella utilizzata per compilare il modulo, decidere il processo di selezione.

La Corte di giustizia lussemburghese ritiene che la limitazione della scelta della seconda lingua da parte dei ricorrenti a un numero limitato di lingue – inglese, francese e tedesco – costituisce una “discriminazione basata sulla lingua”, che tuttavia è prevista dallo Statuto bandito dai funzionari europei.

Secondo la Corte di giustizia delle Comunità europee, è “ovvio” che questa restrizione “favorisca alcuni potenziali candidati” che possono partecipare al concorso perché parlano una delle tre lingue di lavoro, mentre sono esclusi i candidati che non hanno questa conoscenza.

La restrizione “non è giustificata o proporzionata” allo scopo principale del processo di selezione, che è quello di consentire al personale operativo di essere immediatamente in grado di comunicare efficacemente nel proprio lavoro quotidiano. Né vengono accettati argomenti come motivi legittimi che colleghino la discriminazione a restrizioni di bilancio e operative.

È per questo motivo che la Corte di giustizia dell’Unione europea impone la piena abrogazione del ricorso impugnato, ma avverte che non può influire su eventuali atteggiamenti già manifestati.

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