Il Vaticano perseguirà la donna coinvolta nel caso, che ha costretto il cardinale Becciu a dimettersi per appropriazione indebita

ROMA, 18 gennaio (EUROPE PRESS) –

Il giudice istruttore del tribunale vaticano perseguirà Cecilia Marogna, l’italiana coinvolta nell’acquisto di proprietà opache a Londra che ha costretto le dimissioni del cardinale Giovanni Angelo Becciu, per appropriazione indebita di fondi pubblici.

La donna di 39 anni ha ricevuto fino a 500mila euro di fondi controllati all’epoca dal cardinale Becciu, secondo le indagini del ministro degli Esteri, e sarà incriminata nel processo che inizierà nei prossimi giorni. Ciò risulta evidente dalla dichiarazione resa dall’ufficio comunicazioni della San Sede.

Il 13 gennaio il Gip del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, che ha accolto l’istanza del promotore di giustizia, ha revocato il provvedimento cautelare disposto nei confronti di Cecilia Marogna, per la quale è imminente il processo sull’ipotesi (del delitto) di appropriazione indebita di fondi in complicità impegnati con altri “, sottolinea la Santa Sede.

Inoltre, nella nota si legge che “l’iniziativa mira, tra l’altro, ad approvare l’imputato, che ha già rifiutato di difendersi rifiutandosi di rispondere al quesito dinanzi alle autorità giudiziarie italiane, richiesta sollevata in data Su richiesta dell’organizzatore è stata processata la giustizia per partecipare al processo in Vaticano, senza misure cautelari ”.

Lunedì i giudici della Corte d’Appello di Milano avrebbero deliberato sull’estradizione di Marogna. Con questa decisione, la posizione giuridica di Marogna rimane sotto un regime di libertà provvisoria con accuse.

Secondo quanto riportato dalla stampa italiana, Becciu ha ritirato fino a 500.000 tra il 2011 e il 2018 quando ha sostituito la Segreteria di Stato e ha gestito i fondi riservati di questo ente vaticano a suo piacimento, da dare a un’italiana di 39 anni di nome Cecilia Marogna, a capo di una Azienda con centro di controllo in Slovenia, che si occupa di missioni umanitarie in Africa e Asia.

Alla fine questo denaro è stato utilizzato dalla donna per acquistare borse, scarpe e persino un divano in pelle oltre ad altri articoli di lusso di marchi come Prada, Tod’s o Chanel. Come lei stessa ha spiegato al quotidiano “Corriere della Sera”, ha invitato Becciu a costituire una rete diplomatica simile a quella della Santa Sede con nunziature in tutto il mondo “nei Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente”.

La “Signora del Cardinale”, come l’hanno battezzata i giornali italiani, si è difesa assicurando la sua opera di mediatrice, soprattutto nei casi di religiosi rapiti. In effetti, ha affermato che gli articoli di lusso erano usati come regali per viaggi diplomatici e altre spese di intrattenimento. Tra i documenti messi a disposizione dai media italiani c’è una lettera in cui Becciu mostra un “profondo apprezzamento” e una “fiducia” a Marogna.

Questa è la seconda laica perseguitata dal Vaticano. Nel il caso di Vatileaks II.

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