La magistratura italiana respinge il processo contro il capitano e capo missione di Open Arms

ROMA, 5 novembre (EUROPE PRESS) –

Il Tribunale di Ragusa (Italia) ha respinto la mozione di processo contro gli spagnoli Ana Isabel Montes Mier e Marc Reig Creus, allora capo missione e capitano della nave di soccorso della ONG Proactiva Open Arms, che si dedica allo svolgimento dei compiti di soccorso in soccorso Mar Mediterraneo.

Secondo la decisione dell’autorità giudiziaria presa all’udienza preliminare sul caso, le accuse a loro carico per la preferenza all’immigrazione clandestina e alla violenza privata “non procedono”, il che in pratica significa che non lo fanno. essere perseguito.

I fatti risalgono al 15 marzo 2018, quando, su espressa richiesta delle autorità italiane, la nave di soccorso della ONG spagnola è intervenuta per il soccorso di 218 persone in difficoltà in mare, che dopo l’evacuazione urgente di una donna e di un neonato, successivamente nel porto di Pozzallo (Sicilia) sbarca.

A seguito di una prima indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Catania sui reati di violenza privata e associazione a delinquere finalizzata a favorire l’immigrazione clandestina, si è deciso che la giurisdizione corrispondesse ai tribunali di Ragusa.

In quel momento il giudice delle indagini preliminari di Catania non ha trovato elementi idonei a provare l’esistenza di questo legame associativo, ma ha affermato che “alle ONG non è consentito creare corridoi umanitari autonomi al di fuori del controllo statale e internazionale, precursori di situazioni critiche in tutti Atterrare in termini di ordine e sicurezza “.

In questo modo, Montes Mier e Reig Creus furono accusati, da un lato, del reato di assistenza all’immigrazione clandestina e alla violenza privata perché avevano disatteso le istruzioni delle autorità italiane che, dopo aver espressamente chiesto l’intervento di Open Arms nell’operazione di suo salvataggio Ritirata per consentire l’intervento dell’autoproclamata Guardia Costiera libica; e dall’altra perché Malta non aveva richiesto un riferimento a un POS (luogo di sicurezza) mentre la nave continuava a navigare verso il porto di Pozzallo.

Il tribunale di Ragusa, sentite le parti, ha deciso di emettere una sentenza e di archiviare entrambe le accuse.

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