La polizia italiana arresta tre agenti siciliani per aver manipolato i dati del coronavirus

MADRID, 30 marzo (EUROPE PRESS) –

I carabinieri italiani hanno arrestato martedì tre funzionari del governo siciliano locale per aver manipolato i dati sulle infezioni e sui decessi da coronavirus per cinque mesi per evitare che la regione cadesse nella zona rossa del semaforo epidemiologico.

I detenuti attualmente agli arresti domiciliari sono il Direttore Generale Assessorato Regionale Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (Dasoe), Maria Letizia Di Liberti; Il funzionario regionale Salvatore Cusimano e il dipendente di una società che si occupa della gestione informatica dei dati del dipartimento, Emilio Madonia, riportano sul quotidiano “Repubblica”.

Di fronte a questa situazione si è dimesso l’assessore regionale alla Sanità della Regione Siciliana Ruggero Razza, anch’egli indagato per possibili falsi documenti, sebbene rimarrà temporaneamente fino a quando il presidente della Sicilia, Nello Musumeci, non nominerà il suo successore.

“In tempo di pandemia, le istituzioni devono essere protette dai sospetti. Per salvare il governo da un’inevitabile polemica, ho chiesto al presidente della regione di accettare le mie dimissioni”, ha detto Razza.

Il sospetto nasce da un’indagine sui risultati errati di centinaia di test sul coronavirus in un laboratorio di Alcamo, Sicilia occidentale, dopo aver intercettato telefonate che dicevano di “ridurre” e “diffondere” il numero di contagi e morti per evitare che l’isola ricadesse. nell’area ad alto rischio.

Le autorità giudiziarie attualmente ritengono che il presidente Musumeci “sembri ignaro” di questo “piano politico perverso” e che sia “stato ingannato dalle false informazioni fornite”.

Nel frattempo, le autorità sanitarie italiane hanno confermato la morte di 529 persone e ulteriori 16.017 contagi questo martedì. Sono morte in totale 108.879 persone e sono stati diagnosticati 3.561.012 positivi, di cui 2.889.301 sono già guariti.

Lascia un commento