La possibilità di un governo guidato da Mario Draghi rafforza la Borsa di Milano

MADRID, 3 febbraio (EUROPA-PRESSE) –

La chiamata a Mario Draghi di venire questa mattina al Quirinale per incontrare il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per formare un governo attorno alla figura dell’ex Presidente della Banca Centrale Europea (Bce) serve da incentivo alla Borsa di Milano il cui benchmark L’indice, il FtseMib, è salito del 2,20% dopo aver aperto la sessione di forte progresso nel settore bancario.

In particolare, le azioni di Intesa Sanpaolo e Unicredit sono aumentate del 4,63% e del 4,60% prima della prima ora di negoziazione, con Mediolanum che ha guadagnato il 4,7% e BPM che ha guadagnato il 3,96% mentre le azioni Mediobanca hanno guadagnato il 3,47%.

L’incontro tra Draghi e Mattarella avrà luogo mercoledì alle 12.00 al Quirinale, dopo che i colloqui non sono riusciti a raggiungere un “governo di maggioranza” basato sui partiti che appoggiano il ramo esecutivo del presidente del Consiglio in carica, Giuseppe Conte.

Dopo il crollo della maggioranza del governo di coalizione del premier Conte, che resta in carica fino a quando non verrà chiarito lo scenario politico, la prima opzione di Mattarella è stata quella di formare un nuovo governo con i partiti che sostenevano Conte e incaricarono il presidente della Camera dei Deputati italiana, Roberto Fico, ieri si è rammaricato di “non aver registrato la volontà unanime di dare vita alla maggioranza”.

Il fattore scatenante della crisi è stata la scissione all’interno della coalizione di governo – formata da Italia Viva, Movimento 5 Stelle (M5S) e Partito Democratico (PD) – dopo i disaccordi sulla sorte dell’European Recovery Fund per riempire la pazienza dei leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che il 13 gennaio ha deciso di rompere l’alleanza e rimuovere i suoi due ministri. Il governo Conte era quindi in minoranza.

L’opzione di contattare nuovamente Conte è stata la preferita, nonostante il fatto che la stampa italiana avesse già segnalato la possibilità di un’amministrazione a guida tecnocratica, come nel caso di Mario Monti nel 2011. Se non c’è accordo, l’Italia sarebbe costretta a indire elezioni anticipate.

Contro questa possibilità si sono già espressi M5S e PD, di cui parlano tra gli altri il leader della Lega, Matteo Salvini. Non sorprende che il suo partito appaia come il favorito in tutti i recenti sondaggi sulle intenzioni di voto e, dopo aver servito come ministro degli interni nel primo gabinetto di Conte, ha l’opportunità di guidare un futuro governo di destra.

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