L’Italia approva il piano di ripresa, ma persistono le tensioni su possibili ritiri dal partito di Renzi

MADRID, 13 gennaio (EUROPA PRESS) –

Dopo un teso Consiglio dei Ministri, in cui erano attesi disaccordi tra i membri della coalizione di governo, l’Italia ha approvato il controverso piano di ripresa dal coronavirus finanziato dall’Europa, nonostante non abbia del tutto evitato la crisi politica in vista delle possibili dimissioni che il leader dell’Italia potrebbe aver fatto Lo ha annunciato la formazione Viva, Matteo Renzi.

L’Italia ha circa 200.000 milioni di euro nel piano lanciato dall’UE per aiutare vari paesi a mitigare gli effetti collaterali della pandemia COVID-19, a cui il governo ha finalmente dato il via libera mercoledì mattina dopo mesi di dibattiti.

La stampa italiana raccoglie i momenti di tensione vissuti in Consiglio dei Ministri a seguito della minaccia di Italia Viva, una delle formazioni di coalizione, di rompere l’alleanza a causa delle discrepanze con gli altri partiti al potere guidati da Giuseppe Conte e che fanno anche parte della 5 Star Movement (M5S) e Partito Democratico (PD).

Il partito di Renzi ha solo il 3 per cento dei sondaggi, ma il suo sostegno è fondamentale per Conte per mantenere l’attuale maggioranza parlamentare. L’avanzata elettorale è una delle opzioni da considerare in caso di crisi che potrebbe sfociare in un nuovo dirigente Conte – sarebbe il terzo dopo l’esperimento M5S con la lega di Matteo Salvini – o con un gabinetto tecnocratico .

Italia Viva ha attualmente due ministri che si sono astenuti definitivamente dal voto sul piano di ripresa e la cui continuità nel governo è in sospeso, che la coalizione crolli o meno. I media già speculavano con un gesto di Renzi che potrebbe arrivare dopo il Consiglio dei ministri.

E così ha annunciato dopo l’incontro, assicurando che “decideremo in mattinata e riferiremo alla stampa nel pomeriggio”, come si legge su “La Reppublica”.

Sebbene i due ministri legati a Renzi, Teresa Bellanova ed Elena Bonetti, abbiano riconosciuto il “progresso” richiesto dal testo finale approvato, hanno detto in riunione che “in un progetto stanno valutando” troppi le criticità “esistono. drammatico ritardo”.

In effetti, il testo riflette alcune concessioni a Renzi, principalmente su questioni di salute, ma Italia Viva ha visto i suoi appelli per una maggiore condivisione del potere, accelerando i lavori pubblici e rinunciando al controllo delle agenzie di intelligence rifiutate.

Il progetto finale vede 46.000 milioni per la digitalizzazione e la cultura, quasi 69.000 milioni per la “Rivoluzione Verde”, circa 32.000 milioni per le infrastrutture, circa 28.500 milioni per l’istruzione, oltre 27.500 milioni per l’inclusione e la coesione e circa 19.700 milioni per la Salute.

Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, sul suo account Twitter, lo ha definito “il più grande piano di investimenti mai visto in Italia”. Ha aggiunto che adesso, con le risorse europee, il nostro Paese può davvero cambiare: è stato un grande lavoro, più importante di ogni controversia. Adesso parliamo in Parlamento e nella società. “

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