L’Italia registra 17.400 nuovi casi, mentre il tasso positivo si avvicina al 7 per cento

MADRID, 28 febbraio (EUROPA-PRESSE) –

Il Ministero della Salute italiano questo sabato ha confermato 17.455 infezioni da COVID-19 nelle ultime 24 ore nel Paese dove il tasso positivo, uno degli indicatori che le autorità stanno osservando con maggiore preoccupazione, è vicino al 7 per cento.

Con questa cifra, il numero globale del paese transalpino è salito a 2.925.265 casi dall’inizio della pandemia, mentre 97.699 persone sono morte a causa del COVID-19, 192 in più rispetto al record precedente, rispetto ai circa 280 di sabato. Un totale di 422.367 casi rimangono attivi.

Le autorità sanitarie italiane hanno specificato che 325.404 test diagnostici per COVID-19 sono stati eseguiti durante il giorno e il tasso di positività è salito al 6,7% dal 5,8% del giorno prima. Questo tasso è un indicatore critico per le autorità nella preparazione dei loro piani di risposta per una malattia che è stata infettata a causa della comparsa di mutazioni più virulente.

Inoltre, 2.231 persone rimangono ricoverate in unità di terapia intensiva con COVID-19, un aumento di 15 rispetto al giorno precedente. Da parte loro, 2.405.199 persone in Italia sono riuscite a riprendersi dalla malattia, 6.847 questa domenica.

D’altra parte, lunedì è stato annunciato che l’Italia rafforzerà le misure restrittive contro il coronavirus nella maggior parte del paese, con la Sardegna che rappresenta un’eccezione notevole data la diminuzione dei casi sull’isola.

Un blocco totale entrerà in vigore nelle regioni meridionali del Molise e della Basilicata, mentre più a nord nelle Marche, così come nelle regioni estreme settentrionali della Lombardia e del Piemonte, si applicano regole moderatamente rigorose secondo una direttiva firmata dal Ministro della Salute, Roberto Speranza, raccolta da ‘La Repubblica’.

Nel frattempo, la Sardegna ha registrato un numero costantemente basso di contagi, il che significa che l’isola può revocare le restrizioni imposte dal governo nazionale e decidere a livello locale.

In questo caso, una regione rientra per la prima volta in questa categoria e registra un tasso di incidenza inferiore a 50 infezioni ogni 100.000 abitanti per tre settimane consecutive.

Inoltre, il nuovo governo del premier italiano Mario Draghi sta elaborando un nuovo decreto sul coronavirus, che dovrebbe entrare in vigore il 6 marzo per un mese.

Il ministro della Cultura, Dario Franceschini, aveva segnalato la possibilità di riaprire le sale dal 27 marzo e fatto nuove proposte al Ministero della Salute.

Il progetto era quello di aprire al più presto perché, secondo Franceschini, la cultura è “il vero motore della ricreazione”. Tuttavia, l’esperto sanitario Giovanni Rezza ha avvertito della diffusione di contagi nelle scuole e ha chiesto il mantenimento delle chiusure.

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