L’Ordine di Malta elegge il suo nuovo Cancelliere

ROMA, 6 novembre (EUROPE PRESS) –

Questo fine settimana l’Ordine di Malta ha convocato il suo Consiglio di Stato, l’organo costituzionale attraverso il quale verrà eletto il nuovo Gran Maestro ad aprile dopo la morte dell’italiano Giacomo Dalla, eletto nel maggio 2018, dopo la crisi dell’istituzione che ha portato alle dimissioni del precedente responsabile forzò e provocò l’intervento del Papa.

Per questo processo di rinnovamento, il Santo Padre ha nominato delegato pontificio in questa istituzione religiosa, nata a Gerusalemme nell’XI secolo, monsignor Silvano Tomasi, ex nunzio esperto di cooperazione internazionale, in piene crociate quando i musulmani governavano l’area il 28 aprile Il cardinale di novembre crea. Tomasi, che ha più di 80 anni, non potrà votare in un possibile conclave per sostituire il cardinale italiano Angelo Becciu, costretto alle dimissioni e indagato per appropriazione indebita dalla Procura della Repubblica vaticana.

La missione di Tomasi sarà quella di accompagnare i Cavalieri di Malta dopo la crisi culminata nel 2016 con le dimissioni del Gran Maestro Matthew Festing. Festing si è dimesso su espressa richiesta di Francesco dopo diversi capitoli di maleducazione tra la Santa Sede e la millenaria istituzione ultraperiferica. Secondo alcuni media cattolici, la controversia principale sarebbe nata dalla distribuzione di preservativi in ​​una farmacia dell’Ordine in Birmania destinata a gruppi vulnerabili come prostitute.

Il Papa aveva istituito una commissione d’inchiesta di cinque persone per chiarire le circostanze del licenziamento, ma l’Ordine di Malta, che comprende circa 13.500 membri permanenti, 82.000 volontari e 30.000 dipendenti in tutto il mondo, molti dei quali erano affiliati all’ex nobiltà europea, ha rifiutato tale indagine categoricamente. Tra gli argomenti utilizzati alludeva alla propria autonomia, sostenendo che si trattava di una questione interna.

Il Gran Maestro ha persino messo in dubbio la scelta degli investigatori in una sfida senza precedenti all’autorità del Papa che ha costretto il Vaticano a rispondere. Infatti, i Cavalieri di Malta giurano fedeltà al Papa, e il rifiuto della Santa Sede di indagare è stato considerato all’epoca un’interferenza.

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