Renzi rompe il governo italiano dopo la sua lotta con Conte

MADRID, 13 gennaio (EUROPA PRESS) –

L’ex primo ministro italiano Matteo Renzi ha annunciato le dimissioni dei due ministri di Italia Viva dal governo di Giuseppe Conte, mantenendo in aria la sopravvivenza dell’esecutivo, di cui il Movimento 5 Stelle (M5S) e il Partito Democratico (PD ).

Dopo settimane di speculazioni e ore dopo l’approvazione del pacchetto di stimoli, Renzi è comparso davanti ai media per confermare che Italia Viva stava lasciando il governo, implicando la partenza di due ministri – Teresa Bellanova ed Elena Bonetti – e un segretario di Stato.

Renzi ha lamentato l’esito di una crisi che “è aperta da mesi” e ha chiesto “rispetto per le forme democratiche”, e ha criticato il fatto che la politica italiana sia diventata un “reality show”. L’ex presidente del Consiglio ora si affida al presidente della Repubblica Sergio Matarella come “arbitro” del nuovo scenario.

Prima della comparsa di Renzi, Conte era già andato al Quirinale per incontrare Mattarella, che, secondo fonti citate da vari organi di stampa, gli avrebbe ribadito la necessità di chiarire al più presto ogni evidenza di incertezza politica.

Dopo l’incontro, il presidente del Consiglio ha ammesso nelle dichiarazioni ai giornalisti che l’attuale governo potrebbe essere mantenuto solo “con il sostegno di tutte le forze della coalizione”, pur dichiarando di lavorare con Renzi per evitare una rottura definitiva. Conte sperava di evitare una crisi che, a suo avviso, “il Paese non avrebbe capito”.

L’ultimo slancio tra i partner del governo ha avuto un impatto sui fondi di recupero europei, più di 200.000 milioni di euro, che il governo ha plasmato nel Consiglio dei ministri martedì. Lo ha fatto in un incontro teso in cui i due ministri di Italia Viva si sarebbero astenuti.

Il partito di Renzi ha solo il 3 per cento nei sondaggi, ma il suo sostegno è fondamentale per Conte per mantenere l’attuale maggioranza parlamentare. L’anticipo elettorale è una delle opzioni da considerare in caso di crisi che potrebbe sfociare anche in un nuovo dirigente Conte – sarebbe il terzo dopo l’esperimento M5S con la Lega di Matteo Salvini – o con un gabinetto tecnocratico.

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