Un Giro condizionato dal calendario cerca un successore dell’assente Carapaz

Il percorso, montuoso e con tre “Chronos”, lascia le scommesse aperte

BARCELLONA, 2 ottobre (EUROPE PRESS) –

Il Giro d’Italia 2020 inizia questo sabato in Sicilia e lo fa con il primo dei tre Chronos che presenta sul suo percorso, con grande importanza anche per l’alta montagna e con una scommessa aperta su chi sarà il successore dell’assente Richard Carapaz, attuale campione della “Corsa Rosa”.

Doveva iniziare a Budapest, in Ungheria, ma la pandemia ha cambiato quel risultato oltre alla sua data. Il fatto che il Giro si svolga tra il 3 e il 25 ottobre è insolito, in quanto la sua partecipazione risente della corrispondenza con “classici” e “monumenti” oltre che con la Vuelta a España.

Questo Giro alla sua 103a edizione è sicuramente ancora interessante perché vuole indossare la “maglia rosa” dopo l’ultima cronometro di Milano. Forse in termini di percorso e come è stato fatto in alcune edizioni precedenti, la maggior parte delle tre “Big”.

Nonostante l’assenza dell’attuale detentore della maglia rosa, Richard Carapaz che ha fatto il Tour e non è per il Giro, ci sono diversi candidati che potrebbero succedergli. A cominciare dal suo attuale compagno di squadra agli Ineos Grenadiers, Geraint Thomas, “infortunato”, escluso dal tour e motivato da tanti chilometri a tempo di cui è specialista.

Ma a un Giro d’Italia bisogna guardare i Transalpini e lì spicca Vincenzo Nibali (Trek-Segafredo), che si affida saldamente a questa “Corsa Rosa”, vinta nel 2013 e 2016. Forse sta perdendo peso a causa dei periodi. , ma ha anche aree di arrampicata per causare danni.

Jakob Fuglsang (Astana), che ha accorciato il suo ottimo inizio al 2019 lo scorso anno a causa di una caduta e un infortunio, guida una forte squadra kazaka insieme a Miguel Ángel López, una seconda spada dei pesi massimi. Altri grandi concorrenti sarebbero Simon Yates (Mitchelton-Scott), vincitore della Vuelta a España 2018 e tre tappe al Giro, o Steven Kruijswijk (Jumbo-Visma), alla ricerca della sua prima “Grande”.

GRANDE TOUR; PEGGIOR CALENDARIO

Tutti loro gareggeranno su una distanza totale di 3.497,9 chilometri, che offre diverse tappe interessanti. Il primo, il primo “Chrono” tra Monreale e Palermo, di 15,1 chilometri. Nell’ultima tappa di 15,7 chilometri ci sarà un altro crono, e la più lunga sarà la tappa 14 tra Conegliano e Valdobbiadene di 34,1 chilometri.

Al di là della lotta individuale contro il tempo, questo Giro ha montagne e tanto, come potrebbe essere altrimenti. La “Cima Coppi”, tetto del Giro, si sale nuovamente al Passo dello Stelvio (2.758 metri) con un dislivello di 24,7 chilometri con una pendenza media del 7,5 per cento e rampe del 10 per cento. Vicino alla cima.

Fa parte della 18esima tappa in cui è il penultimo dei quattro passi di montagna e dopo la sua discesa salirà i debuttanti Laghi di Cancano con ghiaia per i chilometri finali. Due giorni dopo, alla penultima tappa 20, il Colle dell’Agnello (21,3 chilometri e un dislivello del 6,8 per cento), il Col d’Izoard e il Col de Montgenèvre (8,4 chilometri) sono al 6% ), prima dell’ultima salita al Sestriere (11,4 chilometri al 5,9%).

Ma non tutte le alte montagne sono alla fine del Giro d’Italia, no. Nella terza tappa e per la terza volta negli ultimi quattro anni, l’Etna siciliano metterà già alla prova gli aspiranti con 18,2 chilometri di salita con pendenza media del 6,8 per cento e rampe più dure nelle vicinanze. da sopra.

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